La benedizione Urbi et orbi di papa Francesco, ricordando i più bisognosi “nelle carceri e negli ospedali”

papa-francesco.jpg“Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c’è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri”. Il primo pensiero di Papa Francesco, durante la benedizione Urbi et Orbi al termine della sua prima messa pasquale, è, ancora una volta per gli ultimi, i più deboli e bisognosi. 

In semplice abito bianco, al suo fianco il cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran e l’arciprete di San Pietro cardinale Angelo Comastri, dalla stessa loggia delle benedizioni da cui si è presentato al mondo il 13 marzo scorso, il successore di Pietro arrivato “quasi dalla fine del mondo”, ha scelto queste parole di solidarietà verso i sofferenti per il suo primo messaggio pasquale. 

Gesù risorto, ha detto il Santo Padre, significa “che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore”. Un messaggio di speranza, rivolto ad una piazza gremita di fedeli, sotto il sole e piena di fiori colorati.

“Cristo è morto e risorto una volta per sempre e per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla schiavitù del male alla libertà del bene, deve attuarsi in ogni tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni giorno”, ha sottolineato.

La Pasqua “è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla schiavitù del peccato, del male alla libertà dell’amore, del bene”, ha detto ancora, ricordando il mondo ancora così diviso dall’avidità di chi cerca facili guadagni, ferito dall’egoismo che minaccia la vita umana e la famiglia. 

Il papa argentino ha chiesto pace per il mondo intero, ha detto no alle minacce alla vita umana e alla famiglia, alla tratta di persone, al narcotraffico, allo sfruttamento iniquo delle risorse naturali, invitando a essere “custodi responsabili del creato”. In particolare, ha lanciato un forte appello per la fine della “tratta di persone, la schiavitù più estesa del Ventunesimo secolo”, ha detto. 

Ha poi ricordato i luoghi caldi del mondo, invocando la pace in Medio Oriente “in particolare tra israeliani e palestinesi” perché “riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati”. Quindi in Iraq, “perché cessi definitivamente ogni violenza”, e “per l’amata Siria”, auspicando “che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi”.  

Ha chiesto la pace per l’Africa, “ancora teatro di sanguinosi conflitti”, come in Mali, nella Repubblica Democratica del Congo o in quella Centrafricana. Per la Nigeria ha auspicato la fine degli attentati terroristici e dei sequestri di persone, anche bambini. Pace anche in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione”.

Sin dal mattino una folla di fedeli ha invaso piazza San Pietro per assistere alla celebrazione pasquale di Papa Francesco: circa 250mila persone, secondo la sala stampa vaticana, che hanno affollato anche piazza Pio XII e la vicina via della Conciliazione. 

Il Papa ha dato inizio alla liturgia sul sagrato della Basilica, indossando semplici paramenti bianchi. La liturgia, di cui Bergoglio è stato l’unico celebrante, si è aperta con il rito del “Resurrexit”, che prevede l’apertura dell’immagine del Risorto. Nessuna omelia, ma solo la tradizionale benedizione “Urbi et Orbi” con il messaggio pasquale e l’indulgenza plenaria.

Il Papa non ha letto gli auguri nelle diverse lingue ma solo in italiano. Al termine del messaggio di Pasqua, guardando la piazza ornata da meravigliose composizioni floreali, Bergoglio ha anche ringraziato per il dono di “questi bellissimi fiori giunti dai Paesi Bassi”, ha ripetuto il suo “Buona Pasqua!” in italiano e ha impartito la benedizione.  

Anche questa mattina, al termine della messa, il Papa ha voluto girare tra la folla sulla jeep bianca scoperta. Sorridente, ha salutato e benedetto la folla che lo acclamava, si è fermato a baciare i bambini e a dare una carezza ad alcuni ragazzi disabili, prima di avviarsi verso la Loggia delle Benedizioni per concludere la celebrazione.  

In mattinata, ha ribadito con un tweet i concetti espressi ieri sera durante la veglia pasquale: “Accetta Gesù Risorto nella tua vita. Anche se sei stato lontano, fa un piccolo passo verso di Lui: ti sta aspettando a braccia aperte”, questo il testo del messaggio.

Durante la celebrazione della veglia del sabato santo, ieri sera, il Papa aveva invitato i fedeli a “non chiudersi alla novità” anche quando “siamo stanchi, delusi, tristi” e “pensiamo di non farcela”. “Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai”, ha detto nell’omelia della solenne veglia in San Pietro: “non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui”. “Non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita!”. 

La benedizione Urbi et orbi di papa Francesco, ricordando i più bisognosi “nelle carceri e negli ospedali”ultima modifica: 2013-04-01T09:35:58+00:00da kattolika177
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