Giusti e Peccatori – Gianfranco Ravasi

ravasi.jpg«Ci sono due specie di uomini: giusti che si credono peccatori e peccatori che si credono giusti» (B. Pascal). Amo molto la lingua e la letteratura francese e per questo mi sono affidato per la nostra riflessione a un loro grande personaggio, il filosofo e scienziato Blaise Pascal, e a un detto dei suoi Pensieri, un’opera che posseggo in decine di edizioni e traduzioni diverse.

In quelle sue parole c’è l’eco della parabola del fariseo e del pubblicano, narrata da Gesù – stando a quanto riferisce Luca – per «coloro che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri» (Lc 18, 9-14). Com’è noto, Cristo ribalta le apparenze: il fariseo, perfetto e freddo osservante, colmo di sé e del suo orgoglio, si rivela come peccatore, mentre il pubblicano «torna a casa sua giustificato a differenza dell-altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

L’opporre a Dio la propria giustizia come causa di salvezza, considerando Dio solo come il notaio che deve sancire ciò che noi sappiamo compiere, collide con tutta la dottrina paolina. Ma spesso c’è un aspetto più semplice e più misero: si è subito pronti a ritenersi giusti perché ci si giustifica sempre, cercando di attenuare e scolorire ogni nostra colpa scoprendo costantemente una scusante a ogni nostro errore. Il riconoscimento sereno e limpido di un peccato è un atto spesso difficile e sofferto ma è proprio in esso che si rivela la persona veramente giusta. Anche perché «non c’è uomo giusto sulla terra che faccia sempre il bene e non pecchi mai» (Qohelet 7, 20).

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Giusti e Peccatori – Gianfranco Ravasiultima modifica: 2011-09-09T00:00:00+02:00da kattolika177
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