La storia di Gesù di Nazareth – Bruno Forte

gesu03.jpgFra il 6-7 a.C. e il 30 d.C. si svolge la storia di Gesù di Nazareth: su di essa i Vangeli ci forniscono un certo numero di notizie criticamente incontestabili. Gesù nacque sotto l’imperatore Augusto (63 a.C.-14 d.C.); la città di provenienza era Nazareth, nel territorio della Galilea, regione semipagana e perciò disprezzata dai puri israeliti; la sua famiglia era ebraica, e la lingua parlata l’aramaico galileo, il dialetto che farà riconoscere Pietro nel cortile del Sommo Sacerdote (cf. Mt 26,73). Gesù conosceva certamente anche l’antico ebraico, necessario per la lettura delle Sacre Scritture. Non risulta che parlasse il greco, lingua diffusa nella Palestina dei suoi tempi; certamente non rivela una mentalità greca.

La madre, Maria, era sposa ad un uomo, Giuseppe, falegname: questo fu probabilmente anche il mestiere del giovane galileo. Aveva parenti che all’inizio della sua vita pubblica, si mostrarono sorpresi e scandalizzati dal suo agire: «I suoi uscirono per andare a prenderlo, poiché dicevano: “È fuori di sé!”» (Mc 3,21). Dopo il battesimo ricevuto da Giovanni, diede inizio alla sua vita pubblica, dapprima in Galilea, intorno al lago di Tiberiade, poi in Giudea, a Gerusalemme. Aveva circa trent’anni (Lc 3,23): non è sicura la data della sua predicazione. Il Vangelo di Giovanni parla di tre Pasque; in base ai vangeli sinottici si potrebbe supporre che tutto si sia svolto in un anno solo.

Sembra certo che agli inizi riscuotesse un certo successo fra il popolo; si delineò ben presto però una reazione da parte dei potenti, che culminò nel dramma del suo processo. La sua attività pubblica si svolse sotto l’impero di Tiberio (14-37), quando era tetrarca della Galilea Erode (4 a.C.-39 d.C.). Fu crocifisso sotto il procuratore romano Ponzio Pilato. Il titulus crucis, cioè il motivo della sua condanna scritto sul palo della croce, lo indica come agitatore politico: Gesù Nazareno, re dei Giudei. La sua morte fu, a quanto sembra, un assassinio politico-religioso, che vide coinvolti in diversa maniera i capi ebraici e Pilato.

Anche se è impossibile scrivere una biografia di Gesù, perchè gli evangelisti attestano la loro fede sotto forma di una storia e interpretano questa storia alla luce della propria fede, non è arbitrario affermare che i tratti caratteristici della figura e predicazione di Gesù risultano abbastanza nitidi.

La predicazione di Gesù di Nazareth

Sembra abbastanza sicuro il contenuto centrale della sua predicazione: Gesù annunciò il Regno di Dio come imminente: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo» (Mc 1,14). A differenza dei farisei, che attendevano il Regno di Dio come tempo del pieno adempimento della Legge, degli zeloti, che progettavano una teocrazia politica instaurata con le armi e di Giovanni Battista, che proclamava minacciosamente l’imminente giudizio di Dio, Gesù annuncia la sovranità di Dio come possibilità prossima e definitiva di salvezza, che è offerta attraverso la sua parola e la sua azione e che va accolta con la conversione del cuore ed un cambio di mentalità: «Convertitevi, perché il Regno dei Cieli si è avvicinato» (Mt 4,17).

La causa del Nazareno si congiunge così strettamente alla sua persona: Gesù si presenta come colui nel quale il Regno di Dio viene, e che esige perciò una decisione da parte dell’uomo nei propri confronti. In lui si affaccia l’ora dell’inaudita offerta di salvezza, e perciò anche l’ora della decisione, posta non in qualcosa, ma in qualcuno.

La pretesa nell’annuncio del Nazareno ha giocato certamente un ruolo importante nel scontro con i potenti del suo tempo: essa si presentava come un’alternativa troppo assoluta all’autorità dei custodi della Legge per non suscitare in essi preoccupazione e risentimento. Inoltre, essa dava appiglio troppo manifestatamene alle speranze dell’attesa d’Israele, perchè il potere politico non temesse una sua deviazione in termini di ribellione all’occupante romano. Gesù era scomodo per tutti, compresi gli zeloti, gli uomini della resistenza armata all’oppressore, i quali, dopo un probabile entusiasmo iniziale, furono delusi dal profeta galileo e contribuirono a fargli preferire dalla fola il più utile e promettente Barabba. Date queste premesse, non suscita meraviglia la solitudine in cui il Nazareno muore.

La storia di Gesù appare così simile a tante altre ed insieme singolare. È una storia veramente umana che va dagli anni oscuri di Nazareth alla solitudine sconfinata della Croce. Un frammento di storia come tanti, carico di gioie e di dolori, di fatica e di lacrime, di vita e di morte. Ma c’è anche una dimensione singolare e sconcertante della vicenda di Gesù di Nazareth, che si riassume nella sua pretesa, nel suo annunciare in parole e dopere la venuta del Regno nella sua persona.

Senza questa unicità difficilmente si spiegherebbe il processo di Gesù e, sopratutto, la sequela che egli ha suscitato: tanto odio e tanto amore non possono aver trovato che nella singolarità di quel che egli è stato. Si potrà negare la storicità di questo o quel particolare, ma non si potrà negare che il Nazareno sia stato in mezzo agli uomini un potente segno di contraddizione.

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La storia di Gesù di Nazareth – Bruno Forteultima modifica: 2011-09-13T00:00:00+02:00da kattolika177
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